Sul pignoramento mobiliare presso terzi

Tra i possibili strumenti a disposizione del creditore per il recupero delle somme a lui dovute annoveriamo il possibile pignoramento del conto corrente presso un Istituto Bancario.

Tale procedura è sicuramente uno degli strumenti più efficaci e convenienti tra quelli messi a disposizione dell’ordinamento in favore del creditore (oggi il lavoro del creditore è semplificato dall’esistenza di agenzie che forniscono le informazioni sui rapporti bancari e lavorativi delle persone e delle società e dalla possibilità di chiedere agli Ufficiali Giudiziari di interrogare l’anagrafe tributaria e le banche dati pubbliche per conoscere i crediti dei propri debitori) che voglia recuperare il suo credito, ma ciò nonostante si verificano casi in cui la procedura non è in grado di dare i risultati sperati.

Bisogna evidenziare anche di come la disciplina codicistica sia stata novellata in prima battuta dalla legge di Stabilità 2013 (Legge n. 228/2012), successivamente dalla Legge n. 162/2014 e da ultimo dalla Legge 132/2015.

Presupponendo che il creditore procedente abbia già ottenuto il titolo esecutivo, questi dovrà, successivamente, provvedere alla notifica del suddetto titolo e del precetto.

A questo punto interviene la figura dell’ufficiale giudiziario che si vale della collaborazione della banca; quest’ultima, infatti, dalla avvenuta notifica del pignoramento diviene responsabile personalmente se il debitore dovesse prelevare le somme pignorate.

Quando la banca riceve l’atto di pignoramento ha l’obbligo, inoltre, di bloccare la somma pignorata del conto corrente del debitore in questione. Se egli nel conto corrente avesse solo tale somma gli impedirà di effettuare prelievi.

Diventa quindi importante comprendere anche per quale arco di tempo la Banca assumerà gli obblighi nelle vesti di custode, come da procedura, derivanti dall’esecuzione del pignoramento (ordinario o fiscale che sia).

Sotto questo aspetto, quindi, appare condivisibile quella dottrina maggioritaria secondo la quale il pignoramento presso terzi è un atto a formazione complessa che si perfeziona con la notifica dell’atto e la successiva dichiarazione positiva del terzo.

Pertanto, stando a tale impostazione, deve ritenersi che l’ambito di operatività va ricompreso fra la data di notifica del pignoramento (momento iniziale) e la data della dichiarazione del terzo (momento finale), o comunque è da considerarsi concluso decorso il termine di 60 giorni (o quello vigente tempo per tempo)  dalla notifica, o ancora con l’avvenuta esecuzione dell’ordine di pagamento.

 

15.09.2018

avv. Marco Ardiri

 

Riproduzione Riservata

 

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