VARIE ED EVENTUALI “Alias” CONFRONTO CONDOMINIALE

Un aspetto che generalmente gli invitati alle assemblee condominiali disconoscono riguarda la natura giuridica del punto all’ordine del giorno recante la dicitura “varie ed eventuali”.

Questa voce, onnipresente in tutte le convocazioni assembleari di natura condominiale, costituisce un momento di mero confronto, tra i partecipanti alla riunione, sui temi più svariati (problemi derivanti da rumori provenienti dai vicini, immissione di fumi, l’eventuale scolo d’acqua che si versa sui panni, problemi per i parcheggi, ecc…).

Aspetti questi che trovano un naturale sfogo proprio a chiusura della convocazione condominiale.

Ciò detto, la voce “varie ed eventuali” non può, pertanto, essere utilizzata per assumere decisioni che abbiano un carattere vincolante per i proprietari degli immobili.

Volendo fare degli esempi, risultano certamente ammissibili, a titolo esemplificativo, le seguenti attività:

  • comunicazioni da parte dell’amministratore con finalità informativa o programmatica;
  • richieste formulate dai condomini in ordine a preventivi da richiedere e da approvare in altra sede;
  • aggiornamenti su questioni non in ordine del giorno;
  • piccole richieste di intervento da parte dei condomini;
  • tentare dei momenti conciliativi tra condomini in conflitto.

Se a seguito della discussione dovesse emergere poi la necessità di adottare una decisione, a quel punto, dovrà essere assunto l’impegno di introdurre uno specifico punto all’ordine del giorno rinviandolo per la discussione ad assemblea successiva.

Assumere delle delibere che vadano al di fuori di tali argomenti contravviene al principio costante della Suprema Corte di Cassazione secondo cui ogni condomino debba essere adeguatamente informato circa i punti posti all’ordine del giorno; ciò al fine di permettere ai proprietari una partecipazione consapevole alla discussione:
“Affinché la delibera di un’assemblea condominiale sia valida, è necessario che l’avviso di convocazione elenchi, sia pure in modo non analitico e minuzioso, specificatamente gli argomenti da trattare, sì da far comprendere i termini essenziali di essi e consentire agli aventi diritto le conseguenti determinazioni anche relativamente alla partecipazione alla deliberazione” (Cassazione Civile, sentenza n. 14223/2012).

Si ricorda che il vizio di cui sopra è un vizio di annullabilità e va impugnato nei termini di cui all’art. 1137 del codice civile.

 

08.10.2018

avv. Marco Ardiri

 

Riproduzione Riservata

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